Franco on the road 4

Domenica 28 novembre
È stata una giornata di riposo, senza marce forzate attraverso lussureggianti campi di cereali vari. Con Sylvain siamo andati nella zona di Boukoumbè (45 Km a ovest di Natì), la terra dei Tata Sombo. Questa popolazione, nei suoi castelli, ha sempre cercato di resistere agli invasori, che fossero africani (il Dahomey) o i francesi. C’è un grande eroe locale, Kaba, che con 400 compagni ha tenuto testa alle micidiali cannonate dei francesi fino all’annientamento.

È una pagina di gloriosa storia locale, celebrata dappertutto e di cui, magari, ne scriverò più avanti. Al pomeriggio, nella piazza di Boukoumbé spettacolo d’eccezione per il Rappresentante di ABRM: il corpo di danza locale (6 elementi) si è esibito in alcune danze tradizionali accompagnate da ritmi locali frenetici.

 

Lunedì 29 novembre 
Oggi visita al Museo Etnologico di Natì. Scrutando tra ragnatele e traballanti scaffalerie impregnate di polvere, respirando muffa e guano di pipistrello, si scoprono veri, piccoli tesori. Comincio ad avere un quadro di questa terra ai piedi della catena dell’Atakora, abitata da almeno 10 tribù diversissime per lingua, tradizioni, usi e costumi. Sono non più di 150.000 sparsi in un territorio come l’Alto Adige e fino all’arrivo dei francesi si sono combattuti ferocemente e schiavizzati reciprocamente. Solo Kaba è stato capace di riunirli per lottare insieme contro l’invasore. Punte di freccia, eleganti braccialetti, uncini e coltellini per circoncidere, per excidere e per infibulare e poi descritta nei particolari (raccapriccianti) la procedura di scarificazione dei volti su bambini di 4-5 anni, che venivano (a volte ancora vengono) scolpiti in profondità con disegni complessi, specifici per ogni tribù.
Al pomeriggio si va a Taneka Koko, “villaggio turistico” 25 km a sud di Natì. Per 1,5 € acquisisco il diritto di intrattenermi con lo “Chef Feticheur”, gran maestro di sortilegi vari e imbonitore specializzato per turisti dozzinali. Il fatto è che di turisti da due anni non ne ha più visti e allora mi accoglie trionfalmente e mi fa perfino assaggiare una sua grappa speciale ricavata dal sesamo (se ho capito bene). Non male, non male.
Martedì 30 novembre
Giornata interamente dedicata ai ragazzi di MUSCO. Già al mattino, ad Ourbona, al lavoro con primo segretario, secondo segretario, intendente e Sylvain. Approfondiamo tutte le questioni amministrative: compilazione corretta delle fatture, liste di presenza, contabilità. Sono bravi e già ben organizzati non trovo nulla da eccepire. Mentre noi traffichiamo in ufficio, i ragazzi lavorano sui campi e le ragazze (naturalmente) cucinano.

Ho regalato una capra, il riso e condimenti vari, così, alle 17, festa grande. Come sempre discorsi vari di ringraziamento, canti e battimani e un dono per ABRM, un quadro, che, mi dicono, dovrò consegnare personalmente al Presidente. Si aspettano che venga incorniciato, appeso a qualche parete (della casa di Peter) e fotografato con il direttivo di ABRM tutto attorno.

Mercoledì 1° dicembre
Al mattino ancora al lavoro amministrativo con Sylvain. Prepariamo tutti i contratti di lavoro remunerato e valorizzato dei formatori che insegneranno ai corsi del progetto Bénin 2. Per concludere questi aspetti della missione devo ancora visionare i registri della contabilità di MUSCO. A pomeriggio torniamo a Boukoumbé, incontriamo il Sindaco, che è un potente personaggio locale, perché presiede al business del cotone, contro cui MUSCO lotta dichiaratamente. La coltivazione del cotone è la negazione più assoluta del concetto stesso di agricoltura biologica e sostenibile. Però Sylvain è diplomatico, mi spiega che, tutto sommato, è meglio andarci d’accordo e così la visita scorre facile e senza problemi.

Poi andiamo finalmente a trovare le famose “Donne di Manta” (altri 25 chilometri di pista scassatissima).

Qui scopro un altro tesoro di MUSCO.

C’è un forte gruppo di donne che lavorano il fonio (sorta di cereale) e producono il burro di karité, sono famose nella zona, vendono bene e hanno un sacco di idee per migliorare e aumentare la produzione. Ma è tardi, il ritorno sarà tutto al buio, così prometto che tornerò venerdì e starò tutto il giorno con loro per vedere come lavorano. Anche con voi mi dlungherò di più su queste donne, che mi sembrano una forza della natura. 
La festa a Ourbona

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