Vi racconto di Musco

Naturalmente avete tutti coscienziosamente letto le generalità di MUSCO sui testi dei progetti Bénin 1 e 2 e qualcuno forse si è letto anche lo statuto. Perfetto, lascerò così perdere i documenti ufficiali, vision e mission, e vi parlerò semplicemente di quello che ho visto e imparato in queste tre settimane passate con Sylvain e la sua banda. Abbiamo scorrazzato da Parakou a Boukoumbè e fino a Tanguietà, praticamente per tutto il territorio dell’Atacora, dove MUSCO semina agricoltura di consumo e biologica, in guerra quotidiana con quella di mercato e soprattutto contro il cotone e dove i Groupement de Femmes (GdF) crescono come funghi.

Tutto è cominciato a Parakou (200 km da Natì), sede della seconda Università del Bénin, dove mi hanno portato a vistare il sito di Kaja. Qui dei “ragazzi di MUSCO”, che avevano lasciato gli studi superiori a Natì e sono ora all’università, hanno esportato quello che avevano imparato ad Ourbona e hanno avviato 3 punti di agricoltura sostenibile a Tokobio, Peterou e Kaja. La metodologia, il messaggio e l’appoggio che MUSCO fornisce sono standard e si replicano in tutti i siti dove intervengono. Individuano un buon terreno incolto (perché i contadini si dedicano altrove al cotone), convincono i proprietari a lasciarglielo coltivare contro restituzione di parte del raccolto, le colture che propongono sono quelle tradizionali del sito (sorgho, mais, manioca, igname, patata, fonio) arricchite dall’orticoltura, se c’è disponibilità d’acqua. Inizialmente i coltivatori sono ragazzi disoccupati di Parakou oppure studenti nel tempo libero.

  Ma piano piano i contadini in prossimità, imparano che il lavoro in comune e la vendita dei prodotti sui mercati più importanti e in quantità maggiori permette un incremento significativo dei redditi e si aggregano al gruppo. Il frutto del lavoro va in piccola parte a MUSCO per il rimborso delle spese e in gran parte ai ragazzi per il mantenimento e gli studi e ai contadini per l’affitto dei campi o per il loro stesso lavoro. MUSCO fa formazione, spiega l’importanza di costituirsi in gruppo per aumentare la produzione e rafforzare il potere contrattuale, spiega la struttura minima che devono darsi (presidente, vicepresidente, tesoriere), vieta il cotone e, ove possibile, avvia la coltivazione di orti, per il miglioramento delle diete.

La voce si sparge, altri contadini e/o giovani vogliono aggregarsi, quando diventano troppi, MUSCO propone di trovare un altro sito e l’iniziativa si allarga. Dietro, nel caso di Parakou, ci sono soprattutto i ragazzi che ora frequentano l’università, sono quelli che Luca e Lorenzo hanno conosciuto bene: Victor, David, Marceline, Jonas. Sylvain interviene raramente così lontano. Quello che fanno è interamente autofinanziato e sta in piedi perché rende. Ma naturalmente non possono permettersi lo scavo di pozzi o l’acquisto di mulini e motocarri senza contributi straordinari. Che però, dice Sylvain, non sono indispensabili, loro vanno avanti lo stesso.

Siamo ancora a Kaja e arriva una delegazione di donne. Hanno sentito parlare dei Groupements de femmes di Manta e anche loro vogliono organizzarsi così. Loro sono impegnate soprattutto nella coltivazione dell’igname e la Comune di Parakou metterebbe a loro disposizione un vecchio mulino. Sylvain passa la mano a Victor, la proposta è interessante, tornerà per discutere bene con le donne e spiegare i termini della questione.

Nel corso della visita, ho anche constatato l’alto grado di stima e fiducia che le autorità locali conferiscono a MUSCO. Già l’incontro a Porto Novo con il Deputato dell’Atacora era stato un successo, ma poi l’accoglienza dei sindaci di Natitingou e di Bokoumbé mi hanno confermato il loro interesse e il loro appoggio per le iniziative dell’associazione. Capita che siano le Comuni stesse a suggerire/richiedere l’intervento di MUSCO in una certa zona.

Ourbona è il cuore delle attività di MUSCO. Qui ci sono gli orti modello e gli allevamenti di maiali, conigli, galline e ben presto capre. Qui si è concluso Bénin 1 e si realizzeranno alcune attività di Bénin 2. Lo staff di MUSCO dirige le varie iniziative in regime di rimborso spese, nessuno ci guadagna, alcuni sono ancora all’università e presenti in loco solo alcuni mesi all’anno, altri frequentano le superiori e sono liberi al pomeriggio, altri ancora fanno solo i contadini. Alcuni dormono nelle due casette della base, Jonas ci tiene a mostrarmi dove esattamente dormivano Luca e Lorenzo. I ragazzi di Ourbona coltivano gli orti, ma anche i 6 ettari di terreno disponibili per il progetto e soprattutto coltivano i 60 ettari a disposizione a Kokotà, assieme ai contadini della località. Anche in questo caso autofinanziamento e rimborsi spese, cassa comune, vantaggi per gli studenti e per i contadini ripartiti secondo il lavoro erogato.

In tutto ciò il motocarro di Bénin 2 è diventato la carta vincente. Porta e riporta i ragazzi da Ourbona a Kokotà e soprattutto porta i prodotti ai mercati più importanti che sono quelli di Natitingou, Kountouna, Tanguieta e Boukoumbé. Prima i ragazzi potevano raggiungere solo i mercati dei villaggi più piccoli con i loro motorini.

MUSCO si autofinanzia con le quote dei soci (7,5 €/anno x 120 soci = 900 €) e soprattutto con le donazioni sollecitate porta a porta nei villaggi e nelle case dei “ressortissants”, quelle persone che hanno lasciato l’Atacora per lavorare a Cotonou o altrove, ma restano legate alla loro terra di origine. Il deputato, per esempio, ha donato 50 € quest’anno. Poi cercano aiuti dappertutto, da ABRM per esempio, ma Sylvain mi racconta di un comune canadese che ha donato un pozzo qualche anno fa o di una parrocchia italiana, che ha mandato un trattore. Insomma si arrangiano, contando soprattutto sulle loro forze e su quelle dei giovani, che impiegano, e allargano costantemente la loro zona di influenza.

La pista tra Boukoumbé e Tanguieta merita un discorso a parte. Qui è una zona di terra fertile, la guerra al cotone è stata vinta già qualche anno fa e le donne si sono costituite in GdF già da 3-4 anni. Sono operativi 7 GdF, io ho visto in azione quelli di Manta Centro e di Bongou, ma credo che gli altri non siano da meno. Qui, a Manta Centro si raccoglie la maggior parte dei cereali e dei legumi prodotti in zona, che vengono poi lavorati con i mulini (mais, igname, manioca, ceci e fagioli). Appunto qui potrebbe essere posizionato il mulino per il fonio. Anche a Manta trovo tracce del passaggio di Luca e Lorenzo, arrivavano in moto, dormivano in qualche capanna, scavavano anche loro, se c’era da scavare. Tutti mi chiedono di loro e sperano di rivederli.

Ogni GdF, ogni campo (per esempio Kokotà), gli orti, piuttosto che gli allevamenti, dispongono di un registro, aggiornato sul posto, con il rilevamento delle entrate e delle uscite. Ogni 3-6 mesi viene fatta una sintesi da trasmettere alla Tesoriera di MUSCO, insieme ai ricavi, se positivi, che saranno depositati in banca. Firmatari del conto sono Sylvain, la Tesoriera e l’intendente Jonas.   Dalle cartine geografiche si evince la reale ampiezza della loro iniziativa e il verosimile positivo impatto sulla tipologia di colture in essere nella zona. È evidente anche l’interesse delle donne ad unirsi in gruppi di produttrici indipendenti, efficienti, creative. Per me la sorpresa più grande è stata scoprire che in effetti il progetto Bénin 2, finanziato dalla PAB, in realtà rappresenta solo una parte e forse nemmeno la più importante, dell’impegno di MUSCO nell’Atacora.

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