Franco on the road 1

Telegraficamente: causa arrivo tardissimo a Bohicon, notte fonda, hotel di fortuna, con ventolona e caldo soffocante della serie “la mia Africa”.

 

Domenca 21 novembre
Il deputato ci aspetta a Porto Novo alle 14, ci spariamo tre ore di traffico micidiale Cotonou-Porto Novo-Cotonou per godere un’ora dei saluti dell’Honorable e poi finalmente via verso nord, con fermata obbligata causa buio e strade pericolose. Non banditi, ma buche, fossi, mucche e auto a luci spente.

Sylvain in forma, io tengo botta (per adesso). Si arriverà domani notte a Natitingou (si dice “Nati”) e poi si entrerà nel vivo.

 

Al mattino interessante brevissima puntata in una scuoletta dove si usano ancora i buoni, vecchi e infallibili metodi.

Allego foto con pitone, il prete non si vede perché fa la foto, ma c’è il chierichetto che ci spiega il senso in cui bisogna strofinare il pitone affinchè la magia faccia effetto.


Poi, a documento che non racconto balle, Sylvain, il Franco e il Deputato

 

 

 

Lunedì 22 novembre
A causa di un problema meccanico (rottura della cinghia di trasmissione), Sylvain mi ha raggiunto in albergo solo nel primo pomeriggio e così abbiamo dovuto rimandare la partenza per Natitingou (Natì) al giorno successivo. Sylvain ne ha approfittato per portarmi a visitare Ouidah, a 50 Km da Cotonou.

Da qui partivano gli schiavi per le Americhe e qui nasceva il Voudù. Il Voudù è oggi una religione riconosciuta dallo stato con contaminazioni varie riprese dalle chiese cristiane ed è in espansione. Molti seguaci del rito voudù sono anche cattolici e la chiesa cattolica li rispetta.
Sylvain, cattolico osservante, ex seminarista, tutt’ora variamente ammanicato (in senso buono) con la chiesa locale, non ha nulla a che spartire col voudù, però ci teneva molto a portarmi al tempio del pitone, come vi ho raccontato, e a farmi accarezzare la bestia. Questi pitoni, che vivono nel tempio non vengono nutriti, ma due volte al mese vengono lasciati liberi di uscire, se vogliono. Infatti escono, strisciano per tutta la cittadina, qualcuno entra nella cattedrale cattolica che è stata costruita proprio di fronte al tempio. La popolazione li accoglie (è un ottimo segno di buon auspicio) e li nutre, compresi i missionari. Dopo un paio di giorni se ne tornano al tempio. Se qualcuno si attarda o si è perso, gli adepti passano di casa in casa a ritirarli e li riportano nel tempio.

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